Architettura Siciliana, Palazzi Storici

Villa Fegotto, Chiaramonte Gulfi

Sicuramente molti di voi avranno seguito gli episodi dell’avvincente fiction televisiva “Il commissario Montalbano” e si ricordano i cortili e le stanze che appaiono nelle varie scene.

Villa Fegotto, Chiaramonte Gulfi
Foto instagram di Verena Godani (the_adventhusiast)

Oggi vi portiamo alla scoperta di Villa Fegotto, location non solo di questa fiction ma anche di altri film come L’onore e il rispetto”.  Le prime notizie di cui si ha traccia scritta risalgono al XVII secolo, quando la proprietà apparteneva a Girolamo Landolina dei Landolina di Noto, Baroni della Carnicera; poi passò al figlio Girolamo ed infine al nipote Aurelio. Dai Landolina, la proprietà passò nelle mani dei Cannizzo e poi dei La Jacona. Quest’ultimi ottennero la conversione del loro titolo da Baroni del Patro a Baroni del Fegotto.

Successivamente il feudo fu concesso in enfiteusi a Paolo Rizza, cui seguirono il figlio Vito e il nipote Evangelista. Furono loro a trasformarlo profondamente, coltivandolo e gestendolo con criteri imprenditoriali del tutto all’avanguardia per la Sicilia di quell’epoca.

Villa Fegotto, Chiaramonte Gulfi
Foto instagram di Federica Sacco (pensaleggero)

La Villa Fegotto è un “baglio”, cioè una fattoria fortificata sviluppata intorno ad un cortile, con un retrostante magnifico parco. È circondata da fabbricati sia per l’abitazione dei coloni, sia a servizio del fondo. Sono presenti ampie stalle, un’officina meccanica, locali per attività artigianali varie, da quella del calzolaio per finire a quella del fabbro, un importante cantina con palmento per la pigiatura dell’uva, una chiesetta, un frantoio per la macinatura delle olive e quindi per l’estrazione dell’olio e grandi magazzini per il frumento che vi si produceva.

Nel periodo di maggiore splendore esistevano anche una postazione dei carabinieri, un ufficio postale e una scuola costruita appositamente a servizio della comunità rurale, poiché numerose famiglie lavoravano tutto l’anno al servizio della famiglia Rizza. L’interno è decorato con pitture; i pavimenti sono in ceramica di Caltagirone e mattoni di pietra pece. Le stanze, come avviene comunemente negli edifici di questo periodo, sono disposte in successione.

E voi? Ci siete già stati?

 

Aldo Pilato

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