Letteratura Siciliana

Le streghe in Sicilia

Con la morte di Federico II e l’ascesa al potere degli Spagnoli, in Sicilia arrivò la Santa Inquisizione a far da padrona a Stato, coscienze e giustizia. È proprio dagli archivi della Santa Inquisizione, conservati a Madrid, Simancas, Roma e Palermo, che possiamo rivedere la Sicilia sotto una luce completamente nuova, esoterica, magica. Nella lista dei motivi di condanna per cui si meritava tortura o morte secondo le sacre leggi della Santa Inquisizione, si legge, infatti, di condanne per “sortileghi e streghe”.
È così che emerge nella Sicilia del Rinascimento inverso il “sottomondo” della stregoneria. Un mondo al femminile, vestito di nero, che si divide inesorabilmente, tra bene e male, tra alchimia e tradizione popolare. Nella tradizione popolare le streghe erano delle figure ben conosciute. Erano mitizzate e talvolta anche temute, ed erano indicate con diversi nomi tra cui “Donne di fuora o donne di notti” “Dragunere” “Magare”.

Oberon, Titania and Puck with fairies dancing, William Blake Dipinto esposto alla Tate Gallery di Londra

Le donne di fuora erano considerate esseri soprannaturali. Streghe bianche dalla parte del bene, che conducevano la loro vita da brave mogli e casalinghe. Esse avevano la particolarità di esser specialiste delle erbe e delle arti magiche. Le Magare erano esperte nel liberare le anime dal male, dalle fatture, dal malocchio, insomma delle vere guerriere contro gli incantesimi maligni fatti da nemici, avversari o demoni, anch’esse annoverate tra le streghe bianche. Infine, abbiamo le Dragunere o “Animulari”, che secondo alcune tradizioni, donarono la loro anima al diavolo diventando streghe cattive. Si tratta di donnacce dai lunghi capelli sciolti, che uscivano di notte. Si radunavano per progettare il male che avrebbero fatto a tutte le anime mortali avverse a Satana.

Una loro caratteristica era quella di girare nell’oscurità con un arcolaio “anìmulu” (da qui l’origine del loro nome). Si tratta di uno strumento in legno che veniva anticamente usato per dipanare le matasse, avvolgendo il filo in gomitolo. Ciò rimanda alla figura mitologica, di greca memoria, delle tre Parche, che avvolgendo o tagliando le loro matasse decidevano del futuro degli uomini.

E Tu le hai mai viste girare nella notte?

Alice Crapanzano

2 comments on “Le streghe in Sicilia

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