Feste Religiose

Santa Caterina d’Alessandria, San Pietro Clarenza.

Santa Caterina d’Alessandria è veneratissima in Sicilia. Martire del III-IV secolo vissuta in Egitto, spesso viene rappresentata secondo l’iconografia tradizionale con la corona, simbolo di regalità; la palma, simbolo del martirio e la ruota, simbolo del supplizio subito. Celebre la meravigliosa chiesa a lei dedicata a Palermo, che dal 1311 fino al 2014 ha accolto suore di clausura dell’ordine domenicano.

Santa Caterina d’Alessandria, San Pietro Clarenza.
Caravaggio, Santa Caterina d’Alessandria

A partire dal 2017 è aperto al pubblico ed oggi è visitabile in qualità di museo d’arte sacra. Al suo interno si trova la dolceria. Un luogo dove si preparano i dolci di svariati monasteri di Palermo secondo le antiche ricette delle suore. Caterina incarna l’ideale della vergine consacrata a Cristo.

La santa martire egizia Caterina si oppose, in piena persecuzione, a Massimino Dacia. Ella lo invitò a riconoscere Gesù Cristo come redentore dell’umanità e rifiutò il sacrificio pagano. Non riuscendo a convincere la giovane a venerare gli dèi, Massimino propose a Caterina il matrimonio, al rifiuto della quale il governatore la condannò a una morte orribile. Una grande ruota dentata fece strazio del suo corpo.

Si racconta che un miracolo la salvò, ma la fanciulla affrontò nuovamente il martirio, morendo decapitata. Per le sue vittoriose dispute di tipo culturale e religioso o esplicitamente filosofico, fu accolta come particolare protettrice degli studenti di filosofia, teologia e universitari in genere. Il culto di Caterina si diffonde in Sicilia durante la dominazione spagnola. La ricorrenza di Santa Caterina d’Alessandria cade il 25 Novembre. La santa è patrona di tanti centri dell’isola, tra cui San Pietro Clarenza. 

Foto Facebook del Comitato Festeggiamenti San Pietro Clarenza

La chiesa di Santa Caterina d’Alessandria era prima la chiesa madre votata a San Pietro, originaria del XIV secolo, conosciuta anche come Chiesa Maggiore, andata completamente distrutta con l’eruzione dell’Etna del 1669. Solo successivamente la Chiesa di Santa Caterina divenne la Chiesa Madre della cittadina clarentina, oltre a far diventare la stessa martire alessandrina la Santa Patrona. Seppur composta da un’unica navata rettangolare, offre affreschi di pregevole fattura. È singolare come anche San Pietro Clarenza, oltre a Pedara, omaggi la santa come sua celeste patrona, proprio ai piedi dell’Etna: la festa chiama a raccolta il centro cittadino e i comuni limitrofi: il simulacro della martire è esposto alla venerazione dei fedeli il pomeriggio prima della festa, dopo diversi giorni di preparazione spirituale con funzioni religiose.

Il momento della svelata permette ai cittadini di incontrare la Santa e alla Vergine e Martire di riabbracciare la sua comunità. Nel giorno della festa, dopo lo sparo di bombe mattutino e la santa messa, il simulacro della Patrona va in processione, accolto dallo scampanio festoso e dai giochi pirotecnici, per poi riprendere la vie della città nel pomeriggio. Momento particolare della processione è la rappresentazione scenica sul martirio della santa. Un momento semplice e di genuina devozione che presenta i tipici tratti delle feste religiose etnee.

Francesco Luca Ballarò

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