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I Parchi Letterari in Sicilia
La Sicilia è terra di bellezza, passione e disperazione. E di ciò vivono arte e cultura nei parchi letterari siciliani. Ed è proprio di arte e di luoghi della letteratura, di cui poeti e scrittori hanno scritto e dove sono vissuti alcuni di loro. Questi parchi letterari sono nella fattispecie sei: 1) Parco Letterario “Leonardo Sciascia” (Caltanissetta) 2) Parco Letterario “Luigi Pirandello” (Agrigento) 3) Parco Letterario “Elio Vittorini” (Siracusa) 4) Parco Letterario “Giovanni Verga” (Catania) 5) Parco Letterario “Giuseppe Tomasi di Lampedusa” (Palermo – Messina – Agrigento) 6) Parco Letterario “Salvatore Quasimodo” (Messina – Ragusa) Scopriamoli insieme: 1. Il Parco Letterario “Leonardo Sciascia” è immerso nell’ umbelicus siciliae, ovvero, nell’entroterra…
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Edmondo De Amicis e la Sicilia
“Oh quegli occhi siciliani così profondi, così acutamente scrutatori, così pieni di sentimento e di pensiero, e pur così misteriosi. Avete già lasciato l’isola, ma vedete ancora quegli occhi, un baleniò di pupille oscure come sparse per l’aria che vi dicono mille cose non ben chiare, e par che vi leggano nell’anima, senza svelarvi l’anima che fiammeggia in loro.” Sono esse veramente l’espressione visibile della profondità e della complessità del carattere siciliano, così difficile a definirsi, così vario in sé medesimo e pieno di contraddizioni, di disarmonie e di lacune, per cui disse uno scrittore dell’isola che il siciliano “pensa e sente come un arabo, agisce come un greco, concepisce…
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“Vitti na crozza”, canzone della morte
“Vitti na crozza” la conoscete? È una canzone popolare siciliana che non ha certamente bisogno di presentazioni, tutti i siciliani si sono scoperti a canticchiarla almeno una volta nella vita. Ma secondo voi “Vitti na crozza” è una canzone allegra? Be’ visto il ritmo travolgente e popolare, molti non avrebbero dubbi nel rispondere: “Certo che è una canzone allegra! (E trallaleru lalleru lalleru lallà)! Be’ dobbiamo dirvi la verità, ci dispiace deludervi, ma in realtà “Vitti na crozza” è una canzone che parla di morte. Eh sì, avete capito bene, di morte! Della famosissima canzone siciliana esistono più versioni. In realtà la differenza sta solamente nella variazione di qualche termine…
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La Sicilia Araba
Gli Arabi operarono incursioni in Sicilia a partire dal 625, ma conquistarono completamente l’isola nel 965 con la caduta dell’ultima fortezza bizantina, Rametta. Costituitasi in emirato indipendente sotto la dinastia dei Kalbiti, l’isola conobbe per circa un secolo un periodo di floridezza e benessere, per la Sicilia questo fu infatti uno dei secoli più felici della sua storia. Palermo in particolare, divisa in 5 quartieri, era ricca di splendidi edifici sacri e profani e centro di attività commerciali e artigianali. La ricchezza di sorgenti e di acque correnti, oltre ad assicurare il rifornimento idrico della città, consentì anche lo sviluppo nelle zone circostanti di quella che può essere considerata l’agricoltura…
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Le streghe in Sicilia
Con la morte di Federico II e l’ascesa al potere degli Spagnoli, in Sicilia arrivò la Santa Inquisizione a far da padrona a Stato, coscienze e giustizia. È proprio dagli archivi della Santa Inquisizione, conservati a Madrid, Simancas, Roma e Palermo, che possiamo rivedere la Sicilia sotto una luce completamente nuova, esoterica, magica. Nella lista dei motivi di condanna per cui si meritava tortura o morte secondo le sacre leggi della Santa Inquisizione, si legge, infatti, di condanne per “sortileghi e streghe”. È così che emerge nella Sicilia del Rinascimento inverso il “sottomondo” della stregoneria. Un mondo al femminile, vestito di nero, che si divide inesorabilmente, tra bene e male, tra…
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L’amore tra Lisabetta da Messina e Lorenzo
Oggi ti voglio raccontare una storia d’amore antica, struggente e dai tratti un po’ horror. Una storia raccontata, per la prima volta, nel trecento da uno dei più grandi autori della lingua italiana, che si trovò a vivere un periodo di isolamento, proprio come quello della pandemia da Covid19 (ma con meno comfort). Gli italiani vissuti seicentosessantatre anni fa così come noi, si trovarono, infatti, colpiti dalla terribile peste nera. Questa mieteva migliaia di vittime in tutto il continente europeo. In questo contesto, tra isolamento e malattia, fu composta una delle opere più importanti del ‘300, il Decamerone di Giovanni Boccaccio. L’immensa opera di 100 novelle, scritta tra il 1349 e…
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Dante Alighieri, De vulgari eloquentia.
A scuola ce lo hanno ripetuto centinaia di volte e anche senza molte spiegazioni di sorta: la lingua italiana nasce in toscana, padre ne fu il sommo Alighieri e insieme a lui a consolidar la lingua vi furono le altre “due corone del trecento”: Petrarca e Bocaccio. Questa la versione che sembrerebbe quasi indiscutibile. Indiscutibilità che invece è stata discussa, dibattuta, messa in dubbio e ridefinita, soprattutto grazie agli studi dello studioso Giuseppe Mascherpa, che riapre la discussione dopo il ritrovamento in Lombardia di alcuni testi letterari della Scuola poetica siciliana, fiore all’occhiello del sovrano più amato dai siciliani Federico II, lo stupor mundi. Dopo la morte di Federico la…
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Rosa Balistreri, cantautrice siciliana
In quanti modi la tradizione siciliana può essere ricordata e raccontata? Quante vie si possono percorrere per descrivere un sentimento e una passione che divampa? Sicuramente per mezzo della letteratura, con la poesia e con l’arte, ma un modo efficace e in grado di penetrare il nostro animo è la musica. Oggi è proprio di musica che vogliamo parlare, ancora una volta di cantautorato e ancora una volta di una donna siciliana: Rosa Balistreri. La Balistreri nasce a Licata il 21 marzo 1927 e muore a Palermo il 20 settembre 1990. Ella conosce una vita di poca rassegnazione dinnanzi alle ingiustizie locali. Si trova coinvolta in un matrimonio infelice che la…
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Il Dialetto Siciliano
Il dialetto siciliano, preziosissimo e importantissimo patrimonio storico e culturale. Tra i suoi suoni e i suoi grafemi, infatti, il teatrale e poetico siciliano, riporta i segni di buona parte delle lingue di quei popoli che nei secoli sono approdati nella bellissima isola. La Sicilia si è trovata sempre a far da cerniera tra Africa, Oriente e Occidente. Di quali impronte e influssi linguistici stiamo parlando? 🔹del GRECO di epoca classica e bizantina. Ritroviamo testimonianza in termini come ‘naca‘ da ‘naka‘ (culla), cantaru da ‘kantaru‘ (vaso, vaso da notte). Anche gresta da ‘grasta‘ o anche babbaluci (lumache) da ‘boubalàkion’, pitrusinu (prezzemolo) da ‘petrosélinon e tumazzu da ‘tumassu’; 🔹del LATINO, portato…




















