La Pasqua in Sicilia arriva in Vaticano
Essere lì. Con la Sicilia tra le mani.
Ci sono momenti che non si raccontano. Si respirano. E poi, solo dopo, si prova a metterli in parole.
Essere lì, davanti a Sua Santità Papa Leone XIV, nel giorno del Mercoledì delle Ceneri, con tra le mani “La Pasqua in Sicilia: itinerario storico, iconografico e religioso della Settimana Santa siciliana”, non è stato solo un gesto istituzionale. È stato il compimento di un percorso. La fine di un cammino lungo quattro anni. E, allo stesso tempo, l’inizio di qualcosa di ancora più grande.
Questo libro non è nato facilmente.
È stato un lavoro difficile. Complesso. A tratti estenuante.
Dentro quest’opera si sono incontrate due anime fortissime:
l’arte teatrale, intensa e vibrante, del maestro Francesco Daniele Miceli, e la rigorosità letteraria, la precisione storica, la disciplina narrativa di Francesco Luca Ballarò. Due visioni diverse, due sensibilità profonde, unite in un equilibrio non semplice ma straordinariamente potente.
E poi c’è stato il lavoro fotografico. Un lavoro minuzioso, quasi artigianale. La ricerca instancabile coordinata da Chiara Crapanzano, che ha attraversato territori, contattato fotografi, cercato volti, luci, dettagli. Non volevamo immagini qualsiasi. Volevamo sguardi che vivessero quella Pasqua. Volevamo fotografi che appartenessero a quei luoghi. Perché la Pasqua in Sicilia non si osserva. Si abita.

Abbiamo coinvolto quasi tutti i 391 comuni siciliani.
Abbiamo parlato con associazioni, Pro Loco, comunità. Passato notti insonni.
Abbiamo iniziato nel periodo più difficile, quello del Covid, quando parlare di comunità sembrava quasi un paradosso.
Ma proprio in quel momento abbiamo capito che questo lavoro non era solo un libro. Era un’eredità.
La Pasqua, per un siciliano, non è semplicemente una festa religiosa.
È un ritorno. È identità.
Molti tornano a casa a Pasqua più che a Natale.
Il Natale è famiglia. La Pasqua è appartenenza culturale.
È il momento in cui si torna per vivere la propria processione, il proprio Cristo, il proprio silenzio, il proprio tamburo. È qualcosa di viscerale. Gelosamente custodito.
Accade persino che chi vive a Barrafranca non vada a Pietraperzia, o a Mazzarino, o a Riesi, o a Caltanissetta. Non perché non ne riconosca la bellezza, ma perché deve esserci nella sua Pasqua. Perché quella tradizione è parte della sua identità.
Questo custodire è ciò che tiene vive le tradizioni.
Ma è anche ciò che, a volte, impedisce di conoscere la bellezza delle altre.
E allora abbiamo voluto fare questo: raccogliere tutte le Pasque.
Metterle insieme. Unirle senza uniformarle.

Un progetto unico nel suo genere. Non finanziato se non dall’editore.
Non sostenuto da grandi fondi. Ma nato dal cuore della terra. Dal cuore della Sicilia.
Un progetto coordinato da me, Barbaro Andrea Galizia, Presidente dell’Associazione Culturale Rubrica Sicilia, che ha creduto fin dall’inizio che questo fosse un dovere morale prima ancora che culturale. Un lavoro di squadra che ha visto tutti i membri dell’associazione supportare il lavoro di ricerca e di controllo, come Viviana Bonfirraro, Stefania Gentile e Sharon Graci. Il testo viene arrichito dai testi di Luigi Garbato e dalla prefazione di William Tornabene.
Consegnarlo al Santo Padre proprio nel giorno che segna l’inizio della Quaresima è stato un gesto simbolico potentissimo. L’inizio di un cammino spirituale. La fine del nostro percorso operativo.
Davanti a noi abbiamo trovato un Papa educato, composto, attento.
Papa Leone XIV è una figura di grande umanità. Umile. Disponibile all’ascolto. Una presenza che non impone, ma accoglie ed ascolta. E per questo sentiamo il dovere di ringraziare la Prefettura Vaticana per l’attenzione e la disponibilità dimostrate e la figura di Vincenzo Siracusa.
E poi, a poche ore dalla consegna, la notizia:
il primo viaggio apostolico sarà a Lampedusa.

Un segno.
Una continuità con il suo predecessore, Papa Francesco.
Un abbraccio alla Sicilia.
Questo ci riempie di orgoglio.
Perché la Sicilia non è solo tradizione. Non è solo folclore.
È umanità. Accoglienza. Lezione per il mondo.
E forse, in quel momento, abbiamo capito che quel libro non era soltanto una raccolta di riti.
Era un messaggio.
La Sicilia custodisce le sue Pasque. Ma oggi le condivide. Spero che “La Pasqua in Sicilia” vi piaccia e vi aiuta a conoscere meglio la nostra terra.



