Tra mito e musica: la Sicilia si fa palcoscenico di pietra
Nello splendido complesso archeologico nel cuore di Catania, si è svolto uno spettacolo musicale unico nel suo genere. La serata finale di una serie di eventi che hanno toccato i principali teatri di pietra del sud Italia. Settantamila presenze, oltre 500 ore di musica, più di 40 eventi che hanno trasformato la Sicilia in un mosaico di emozioni. Si è chiusa a Catania la settima edizione del Festival Lirico dei Teatri di Pietra, un viaggio che non è stato solo spettacolo, ma rito, respiro, identità.
Dai megaliti dell’Argimusco, dove il vento racconta storie antiche e il cielo si fa cattedrale, fino al Teatro Greco Romano di Catania, che ha accolto il gran gala con la voce magnetica di Anita Rachvelishvili. Il Festival ha intrecciato mito e contemporaneità, pietra e luce, silenzio e armonia.

Un cartellone monumentale: Aida in versione critica, i Carmina Burana, le sinfonie di Zimmer e Morricone, le riletture spirituali di Battiato e Dalla. E poi i luoghi: le saline di Marsala al tramonto, le Madonie sospese tra cielo e mare, il bosco Archiforo in Calabria, dove la musica ha trovato rifugio tra gli alberi secolari.
“Abbiamo voluto offrire esperienze, non solo spettacoli,” ha detto il direttore artistico Francesco Costa. E così è stato. Ogni nota ha dialogato con la pietra. Ogni luce ha accarezzato la storia, ogni applauso ha fatto vibrare l’anima di questa terra. Il nuovo che racconta il vecchio, portando in vita gli avi attraverso le mani orchestrali dei loro eredi storici.
Inclusione e bellezza hanno camminato insieme: traduzioni in LIS, accessibilità, un’arte che non esclude ma abbraccia. Perché la musica, qui, è un ponte tra mondi, un invito a sentirsi parte di un racconto più grande.
Il gran finale del Festival Lirico dei Teatri di Pietra è stato un abbraccio di suoni e colori: l’Orchestra in residence diretta da Constantin Rouits, il Coro Lirico Siciliano, un cast internazionale e i bailadores spagnoli che hanno incendiato la scena con il ritmo andaluso.
Il presidente del Coro Lirico Siciliano, Alberto Munafò Siragusa, ha commentato:
“Un mito che si fa musica, un’emozione che si fa storia viva: il Festival è ormai diventato un simbolo culturale del Mediterraneo. La nostra identità si esprime nel connubio tra arte, paesaggio e innovazione, restituendo ai cittadini luoghi unici e rendendo l’opera accessibile a tutti.”
Il Festival non è stato solo un evento. È stato un atto d’amore per la Sicilia, per le sue pietre che parlano, per i suoi orizzonti che non finiscono mai. E già guarda al futuro: il 2026 è confermato. Perché qui, tra mito e mare, la musica non smette mai di nascere.




Un commento
Nuccia Chillemi
Il successo e i consensi che il coro lirico siciliano ha ottenuto sono frutto di un grande lavoro di squadra… Il maestro Francesco, oltre alla bravura, ci mette il cuore in tutto quello che pensa e fa.. Alberto è un direttore artistico con una grande competenza.. X non parlare della sua voce.. Le voci del coro sono eccezionali!! Bravissimi tutti, continuate a farci emozionare.. Arrivederci andate a mietere successi nelle vostre prossime tournée.. Vi amo!