Giorgio Pecoraro, Piano degli Albanesi
Una vittima innocente della mafia dimenticata dalla storia siciliana
Il 20 maggio 1914, a Piana degli Albanesi, Giorgio Pecoraro venne assassinato insieme al cognato Mariano Barbato. Un agguato mafioso che colpì due uomini semplici, contadini e militanti socialisti impegnati nella difesa dei diritti dei lavoratori e della giustizia sociale.

La loro uccisione avvenne in un clima di forti tensioni politiche e sociali, a pochi giorni dalle elezioni amministrative. La mafia cercava di soffocare con la violenza ogni speranza di cambiamento e partecipazione democratica.
La storia di Giorgio Pecoraro appartiene a quella lunga schiera di vittime innocenti spesso dimenticate. Uomini che hanno pagato con la vita il coraggio di credere in una società più libera e giusta.
Ricordare il suo nome significa custodire la memoria di chi si oppose, anche senza armi e senza potere, alla prepotenza mafiosa e all’intimidazione.
Oggi il nostro auspicio è che la memoria di Giorgio Pecoraro continui a vivere nelle coscienze delle nuove generazioni, affinché il sacrificio delle vittime di mafia non venga mai dimenticato e diventi ogni giorno un impegno concreto di legalità, giustizia e responsabilità civile.



