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Provvidenza Bonasera, Villaggio Aldisio
Il 13 giugno 1989 rimarrà per sempre una data tragica nella memoria di Messina. In quel giorno di inizio estate, il tranquillo villaggio Aldisio, un quartiere periferico della città dello Stretto, fu teatro di un evento che scosse profondamente la comunità locale e mise in luce la brutalità della guerra di mafia che imperversava in quegli anni. Provvidenza Bonasera, una donna di 65 anni, stava facendo la spesa nel supermercato Despar, situato vicino al capolinea dell’autobus numero 2. Era una giornata come tante altre per lei, ignara che la sua vita stava per essere tragicamente sconvolta. Il supermercato, di proprietà dei genitori di Pippo Leo, un noto boss mafioso locale, era…
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Alfonso Sgroi, Palermo
Nella mattina del 26 aprile 1979, Alfonso Sgroi si trovava a prestare il proprio servizio come guardia giurata presso la sede della Cassa di Risparmio in via Mariano Stabile a Palermo. Mentre il suo turno di lavoro, apparentemente, procedeva in modo proficuo e sereno, si avvicinarono 4 uomini presso l’ingresso della citata banca . Sembravano uomini d’affari. Ignaro di tutto, il Sig. Sgroi rimase all’ingresso, continuando ad espletare la sua funzione di vigilanza. Due di loro entrarono, e con le pistole in mano si diressero verso le casse, dove la gente anziana aspettava il proprio turno. Uno rimase al pianterreno per controllare la situazione e l’altro intimò con violenza al…
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Paolo Ficalora, Castellammare del Golfo
Paolo Ficalora, vittima innocente di un agguato mafioso organizzato il 28 settembre 1992 per aver osato tenere testa alla mafia. Negli anni ’90 la mafia faceva rumore, lasciava il suo segno indelebile nella mente e nel cuore della gente, delle famiglie delle sue vittime attraverso la sua orribile mano crudele. Paolo Ficalora era un siciliano dai forti valori inculcati dalla sua famiglia umile e dignitosa. Studia per diventare Aspirante Capitano di lungo corso e si trasferisce per lavoro, lasciando la famiglia e i figli per lunghi periodi. D’altronde il mare lo portava lontano dalla sua casa, ma mai distante dagli affetti familiari. Infatti nel 1978, decide di abbandonare il ruolo…
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Sebastiano Bonfiglio, Erice
La mafia del primo dopoguerra conta le sue vittime. Sebastiano Bonfiglio era un sindacalista socialista. La mafia agraria lo uccise il 10 giugno 1922. Sebastiano Bonfiglio nacque nel 1879 nell’attuale Valderice e fin da bambino, il padre Nicolò lo condusse al lavoro dell’artigiano. In quel periodo, il clero e la borghesia esercitavano un potere forte sul territorio siciliano e il giovane Bonfiglio non esitò fin da adolescente ad opporsi. Egli partecipò alla formazione dei fasci dei lavoratori e cercando di ovviare alle problematiche della disoccupazione e del lavoro. Egli da autodidatta riuscì a superare le barriere dell’analfabetismo e ad acquisire competenze tecniche sulle vicende politico-sindacale. Dopo aver ottenuto la qualifica…
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Il massacro delle Donne Marino Mannoia
Il 23 novembre 1989, per la prima volta nella storia delle stragi di mafia, i killer di Cosa Nostra toccano le donne: 33 anni fa si verificava il massacro delle signore del clan Marino Mannoia. Il codice d’onore per cui la mafia non tocca le donne diventava ufficialmente un falso mito. La sera del 23 novembre 1989 a Bagheria (PA) due killer di Cosa Nostra uccidevano tre donne, Leonarda Costantino, Vincenza Marino Mannoia e Lucia Costantino, rispettivamente la madre, la sorella e la zia del mafioso Francesco Marino Mannoia. L’ipotesi più accreditata dai magistrati riguarda il pentimento del boss Francesco Marino Mannoia, conosciuto col soprannome “Mozzarella” o “Il chimico” in…
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Raffaele Miceli, Centuripe
Facciamo un salto nell’entroterra siculo per ricordare la prima vittima di mafia di Centuripe, piccolo paese in provincia di Enna. A meno di due anni dai combattimenti tra truppe tedesche e angloamericane con le battaglie di Centuripe e del Simeto, il paese si preparava a ritornare alla normalità dopo aver registrato tantissime vittime tra i civili. In particolare, la sera del 22 maggio 1945 era stato organizzato un piccolo concerto per i compaesani. Finalmente, si iniziava a respirare aria primaverile e soprattutto si iniziava a vivere la quotidianità. Quella sera era presente l’ingegnere Raffaele Miceli, direttore responsabile della miniera Marmora Gualtieri, una delle più avanzate del bacino zolfifero nisseno. Improvvisamente,…
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Enrico Incognito, Bronte
Oggi, 24 marzo, ricordiamo un ex mafioso di Bronte, Enrico Incognito 30 anni, ucciso brutalmente dal suo stesso sangue, dal fratello Marcello e dalla complicità della sua stessa famiglia. Enrico Incognito apparteneva a un clan mafioso di Bronte. Nel 1987, accusato di associazione mafiosa, estorsione ed imputato del fallito attentato contro il capitano dei carabinieri Giovanni Rapiti. Lui diffidava della giustizia e dei magistrati, perciò aveva deciso di fare tutto da solo: decise di realizzare una sorta di “video pentimento”. Così, mentre scontava gli arresti domiciliari nella sua mansarda, registrava delle video cassette e scriveva un memoriale di pentimento che avrebbe portato dinanzi al tribunale, smantellando una volta per tutte…
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Giovanni Zangara, Corleone
.Nel 1914, grazie al suffragio universale maschile, venne eletto il primo sindaco socialista di Corleone (PA), Bernardino Verro. Mentre, Giovanni Zangara dirigente del movimento contadino divenne assessore. Finita la Prima guerra mondiale, l’Italia era stremata e ancor di più la Sicilia. Poiché scarseggiavano il frumento e il petrolio, lo Stato razionalizzò la loro distribuzione. In tal occasione Zangara era incaricato della distribuzione alle famiglie più bisognose. Il 29 gennaio 1919, il nuovo capo mafia di Corleone, Michelangelo Gennaro, chiamò Giovanni Zangara, al quale chiese una certa quantità di petrolio per la sua masseria. ‹‹Mi dispiace – rispose l’assessore – ma non te ne posso dare perché non rientri tra le famiglie…
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Luigi Volpe, Riesi
Era la sera del 21 novembre 1990, poco dopo le 19:45. Luigi Volpe, un ragazzo sulla trentina di età, si trovava a fare una passeggiata in piazza a Riesi, ignaro che da lì a breve sarebbe stato colpito a morte da tre o quattro killer a bordo di una Fiat Uno scura. In realtà, le vittime designate dell’agguato erano Filippo Marino e Giuseppe Laurino. Trattasi di due pregiudicati che a Riesi facevano parte di uno dei clan in guerra per il controllo del territorio. I killer riuscirono subito ad uccidere Laurino davanti al Bar della Gioventù, mentre Marino che aveva tentato una disperata fuga, morì ucciso da alcuni colpi di…
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Strage di Godrano, Palermo
Godrano è un paese siciliano, situato alle pendici settentrionali della rocca Busambra, ai margini del bosco di Ficuzza. Qui qualche anno fa si è verificata una faida tra famiglie, conosciuta come la strage di Godrano. Il 26 ottobre 1959 fu una giornata straziante per la famiglia Pecoraro. Due killer mafiosi Francesco e Salvatore Maggio, travestiti da carabinieri e nascosti nella casa disabitata dei Barbaccia, vicini di casa dei Pecoraro, fecero irruzione nell’abitazione. All’interno di essa si trovavano il signor Francesco Pecoraro, la moglie Francesca Barbaccia, il figlio di 10 anni Antonino e un amico di famiglia, Demetrio Pecorino. I colpi di fucile e lupara sparati dai due killer ferirono il padre…


















