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Libero Grassi, Catania
Libero Grassi, nato a Catania nel 1924, si trasferisce a Palermo insieme alla famiglia nel 1945 per intraprendere gli studi di legge presso la facoltà di giurisprudenza. Nonostante la sua vocazione a proseguire la carriera diplomatica, decide di portare avanti l’attività di imprenditoria avviata dal padre. Nel capoluogo siciliano, infatti, diventa imprenditore presso lo stabilimento tessile “Sigma”, ma dovrà fare i conti con Cosa Nostra e le richieste di pizzo. Libero Grassi ha il coraggio di opporsi alle richieste di racket della mafia e di uscire allo scoperto, con una grande esposizione mediatica. Infatti, nel gennaio 1991 il Giornale di Sicilia pubblica una sua lettera sul rifiuto di cedere ai…
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La Strage di Passo Rigano, Bellolampo
Verso il tardo pomeriggio del 19 agosto 1949, la banda mafiosa Giuliano mise a punto una vera strage, la Strage di Bellolampo. Questa era intesa a colpire la caserma dei carabinieri di Bellolampo, una piccola borgata situata a 10 km da Palermo. In particolare, il piano del boss Giuliano era articolato su tre livelli: innanzitutto doveva fungere da esca allo scopo di attirare l’attenzione di quante più forze di polizia possibili, poi doveva seguire la strage dell’autocolonna sulla via del ritorno, infine era programmato l’assalto alle forze di polizia che da Palermo sarebbero accorse agli ordini del responsabile dell’Ispettorato della polizia di Stato e dell’arma dei carabinieri. I banditi, dunque,…
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Strage di Ciaculli, Palermo
Durante la notte del 30 giugno 1963, nella borgata agricola di Ciaculli a Palermo, in particolare a Villabate in un’autorimessa appartenente al boss Giovanni Di Peri, vi era abbandonata un’automobile imbottita di esplosivo. È il preludio della Strage di Ciaculli. Da questa esplosione morirono due persone innocenti: il custode dello stabile Pietro Cannizzaro e il fornaio Giuseppe Tesauro. Poche ore dopo, in mattinata, grazie a una telefonata alla questura di Palermo, si denunciava la presenza di un’auto sospetta a Ciaculli. Era un’Alfa Romeo Giulietta imbottita di tritolo e abbandonata con le portiere aperte. La squadra di artificieri intervenuta sul luogo disinnescò una bombola trovata all’interno dell’auto, ma erroneamente si comunicò…
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Strage di Capaci
“Nell’agosto 1984 interrogavo Tommaso Buscetta in un locale soffocante, surriscaldato, all’ultimo piano, proprio sotto il tetto della Questura di Roma (…). Dai piani inferiori saliva la cacofonia della musica delle radio a tutto volume. Insopportabile. Chiamo uno degli agenti di guardia e gli espongo il problema. Risponde che cercherà di convincere i colleghi ad abbassare il volume. Ma non succede niente. Allora Buscetta si alza e chiude la finestra. Chiedo perché. Risponde: – Perché, signor giudice, se gli agenti continuano a far rumore, lei dovrà intervenire in modo più energico e magari far punire qualcuno. Se chiudo la finestra, non sentiamo più il rumore e lei non deve intervenire. Mai…
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Cosimo Cristina, Termini Imerese
Cosimo Cristina era un giornalista di 24 anni. La sua carriera iniziò prestissimo a soli 20 anni dirigendo a Palermo il periodico “Prospettive Siciliane”. Le sue collaborazioni proseguirono con diverse e importanti testate giornalistiche. Tra queste ci sono “L’Ora” di Palermo, “Il Messaggero” di Roma, “agenzia ANSA”, “Il Giorno” di Milano, “Il Gazzettino” di Venezia. Amava seguire la cronaca nera e in particolare il fenomeno mafioso. Cosimo Cristina cominciò a descrivere la mafia come un sistema di poteri, collusioni e privilegi che governava la Sicilia in un momento storico in cui nessuno osava parlare di mafia. Per questi motivi, fu ucciso brutalmente da alcune famiglie mafiose il 5 maggio 1960…
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Vincenzo Vento, Castelvetrano
Vincenzo Vento, 36 anni, era un ambulante di Castelvetrano e nella sua vita aveva sempre lavorato onestamente facendo tanti sacrifici per la famiglia. Era riuscito ad aprire una nuova attività, un autosalone di macchine usate e durante il periodo estivo si occupava della gestione di un lido in località balneare Selinunte. Il 28 aprile 1984 a Selinunte (TP), Vincenzo chiese un passaggio alla persona sbagliata. Era l’ex sorvegliato speciale Epifanio Tummarello, ormai tenuto d’occhio dalla mafia come prossima vittima da eliminare. Quel sabato mattina, la mafia non risparmiò il suo vero obiettivo: Tummarello. Ma questo costò la vita dell’innocente Vincenzo, trovatosi nel posto sbagliato al momento sbagliato. Il killer Francesco…
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Giammatteo Sole, Villagrazia di Carini
Giammatteo Sole era un ragazzo palermitano, che amava la sua famiglia molto unita, il suo lavoro e la vita. La sorella Angela si era fidanzata con Marcello Grado, figlio del boss Gaetano Grado. Fu proprio questo legame che portò la tragedia in casa Sole. Nei giorni precedenti al 22 marzo 1995, data in cui fu bruciato vivo il giovane Giammatteo, si era sparsa voce di un possibile rapimento dei figli di Totò Riina. I corleonesi volevano appurare la veridicità della notizia attraverso la famiglia Grado, indicata come una possibile partecipante al progetto di rapimento. Dunque, l’idea fu quella di “far confessare” prima Marcello Grado, ucciso tre settimane prima di Gian…
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Giulio Giuseppe Castellino, Palma di Montechiaro
Giulio Giuseppe Castellino è stato un politico italiano, vittima di mafia. Si laureò in Medicina e Chirurgia all’Università degli studi di Catania. Egli partì come Medico volontario durante il servizio militare nell’isola di Linosa. Eletto consigliere comunale all’età di 19 anni, divenne assessore diverse volte negli anni successivi. Fu anche Ufficiale Sanitario del comune di Palma di Montechiaro e nel 1995 divenne Capo Servizio dell’Igiene Pubblica della Provincia di Agrigento, incarico che ricoprì per due anni fino alla sua morte. Il 25 febbraio 1997 a Palma di Montechiaro, in Provincia di Agrigento, Giulio Castellino fu ucciso da colpi d’arma da fuoco. Le motivazioni di questo grave atto sono da ricercare nell’attività…
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Giangiacomo Ciaccio Montalto, Valderice
Erano molti i nemici del capo di Cosa Nostra Totò Riina, fra i quali il Pm di Trapani Gian Giacomo Ciaccio Montalto. Il magistrato, 41 anni e 13 anni di servizio, fu tra i primi a intuire che fosse necessario istituire una Procura che si occupasse solo di mafia. Egli aveva ben capito il peso dei nomi come Riina, Messina Denaro, Agate e l’essenza di Cosa Nostra. Il Pm indagava su appalti truccati, soldi sporchi nelle banche, traffici di armi, sull’inquinamento del golfo di Cofano, ormai messo a rischio dagli scarichi illegali e dal tentativo delle famiglie mafiose di costruirvi una raffineria. Prima del 1982 era impossibile contestare il reato…
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Graziella Campagna, Saponara
Tanti sogni ancora da realizzare, tanti anni ancora da vivere, tanto tempo ancora per crescere. La vita di un’adolescente spezzata dalla mafia. Graziella Campagna era una ragazzina di 17 anni, viveva in una famiglia numerosa a Saponara, nel messinese. Nonostante la sua giovane età, aveva deciso di abbandonare gli studi e iniziare a lavorare come aiutante in una lavanderia a Villafranca Tirrena (ME). Un giorno, mentre si accingeva a lavare una camicia di proprietà di un certo “Ingegner Cannata”, trova all’interno della tasca un documento con su scritto il vero nome del signore: Gerlando Alberti junior. Questa informazione le sarà fatale. Gerlando Alberti junior era il nipote latitante del boss…

















