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Santa Rosalia, la santa che salvò Palermo
Non fu martire. Non fu inizialmente canonizzata. Eppure è la Santa più amata della Sicilia. Una regina senza trono, ma con un popolo fedele da otto secoli. Nel 1624, la peste devastava Palermo. La gente moriva a centinaia. Ma fu allora che accadde qualcosa che cambiò tutto: Santa Rosalia apparve in sogno a un cacciatore, Benedetto Savoca. Gli indicò una grotta sul Monte Pellegrino: “Le mie ossa sono qui”. Furono trovate. Furono portate in processione. E la peste… svanì. Quel giorno nacque il culto della Santuzza, il più potente mai vissuto a Palermo. Una santità senza clamore Rosalia Sinibaldi era una nobildonna normanna, cresciuta alla corte di re Ruggero II.…
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Morricone tra le pietre del mito: Siracusa in piedi per lui
Oltre seimila cuori, un applauso infinito e la Sicilia che canta il suo grazie Hai mai sentito il silenzio di seimila persone sciogliersi in un applauso? Non un applauso qualunque. Uno di quelli che salgono dal petto, che commuovono prima ancora delle parole. È successo al Teatro Greco di Siracusa, in una sera di luglio che aveva il sapore delle cose destinate a restare. E il protagonista, anche se non era fisicamente sul palco di Siracusa, era uno solo: Ennio Morricone. Nel cuore dell’edizione 2025 del Festival Lirico dei Teatri di Pietra – intitolata “Respirare il mito” – è andato in scena un omaggio intenso e commovente al Maestro dei…
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TaoModa 2025: La bellezza che sa di pietra e mare
Hai mai visto la moda sfilare davanti all’Etna? C’è un momento dell’anno, in Sicilia, in cui la bellezza non ha più confini. Non è rinchiusa nei saloni patinati di Milano o Parigi. Non ha bisogno di tappeti rossi, né di flash frenetici. Qui, la moda sfila tra pietre antiche e tramonti infuocati, con l’Etna come quinta scenica e il mar Ionio come passerella, nel profumo delle zagare siciliane. È TaoModa 2025, e anche quest’anno ha confermato una verità semplice ma potente: la bellezza ha radici. E spesso, parlano siciliano. Un teatro classico per una visione moderna Nato da un’intuizione della giornalista Agata Patrizia Saccone, TaoModa è diventato in pochi anni…
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Giugnettu non è giugno. È luglio. E viene da Parigi.
Sotto il sole rovente di luglio, in Sicilia c’è una parola che si scioglie da sola: “giugnettu”. La usano i vecchi nelle piazze, i contadini sotto gli ulivi, le nonne davanti al ventilatore: «Giugnettu, tuttu jettu!», si sente dire, con quella voce che sa di polvere, sudore e memoria. Ma pochi sanno che “giugnettu” non significa giugno. Significa luglio. E che la sua origine affonda in una lingua che — forse a sorpresa — non è l’arabo, il greco o lo spagnolo. È il francese. Un viaggio nelle parole La parola giugnettu deriva dall’antico francese “juignet”, diminutivo di juin (giugno), ma corrispondente già nel Medioevo al moderno “juillet” — luglio.…







