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Strage di Capaci
“Nell’agosto 1984 interrogavo Tommaso Buscetta in un locale soffocante, surriscaldato, all’ultimo piano, proprio sotto il tetto della Questura di Roma (…). Dai piani inferiori saliva la cacofonia della musica delle radio a tutto volume. Insopportabile. Chiamo uno degli agenti di guardia e gli espongo il problema. Risponde che cercherà di convincere i colleghi ad abbassare il volume. Ma non succede niente. Allora Buscetta si alza e chiude la finestra. Chiedo perché. Risponde: – Perché, signor giudice, se gli agenti continuano a far rumore, lei dovrà intervenire in modo più energico e magari far punire qualcuno. Se chiudo la finestra, non sentiamo più il rumore e lei non deve intervenire. Mai…


