Curiosità Siciliane

L’origine del Gelato

Ti piace il gelato? Scopriamo insieme le sue origini.

In molte regioni d’Italia, sin dalla antichità si costruirono alcune ghiacciaie e neviere. In esse erano conservati i ghiacci e le nevi invernali per rinfrescare d’estate le bevande e mantenere i cibi. Alla fine del IX secolo gli Arabi occuparono la Sicilia dove trovarono i nevaroli e le neviere, ma anche la possibilità di produrre lo zucchero.

gelato
Foto di Steve Buissinne da Pixabay

Soprattutto grazie alla presenza del ghiaccio e della neve del Mongibello (Etna), dove gli alchimisti arabi, mescolando quest’ultimi con il sale, riuscirono a congelare succhi vegetali, latte e panna di cui la regione era ricca e con un’opportuna agitazione, inventarono gustosi sorbetti e gelati, chiamati sherbet, al gusto di limone, arancia, melograno, ciliegia, tamarindi e ciliegie.

Arrivano testimonianze storiche anche dalla Bibbia e dall’Egitto. Fu Francesco Procopio dei Coltelli, un cuoco siciliano, che nel 1686 riuscì a preparare la miscela del Gelato che tutti noi conosciamo oggi. Entusiasta della sua scoperta e di un curioso macchinario per la lavorazione dei sorbetti ghiacciati regalatogli dal nonno, il gelataio siciliano si trasferì a Parigi alla corte del re Sole.

Scoprendo l’uso dello zucchero al posto del miele, e il sale mischiato con il ghiaccio per farlo durare di più, fece un salto di qualità. I parigini lo accolsero come geniale inventore. Eglio aprì nel 1686 a Parigi un locale, il Café Procope, secondo molti anche più antico caffè d’Europa, dove veniva servita una grande varietà di gelati.

E tu quale gusto di gelato preferisci?

 

 

Andrea Barbaro Galizia

Ideatore e fondatore di Rubrica Sicilia, con una grande passione per la propria terra e con una voglia inesauribile di far conoscere le bellezze della Sicilia al mondo intero. Laureato in legge, lavora presso l'ufficio legale di una multinazionale. Pratica karate da quando aveva sei anni e da qualche anno lo insegna a piccoli e grandi. Il suo motto è: SE NON TI DAI PER VINTO, HAI VINTO.

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