Curiosità Siciliane

Questione Meridionale: I Campi di Sterminio

“Non mandate i figli in gita ai campi di sterminio. Lì si va in pellegrinaggio. Sono posti da visitare con gli occhi bassi, meglio in inverno con vestiti leggeri, senza mangiare il giorno prima, avendo fame per qualche ora.” Liliana Segrè

Quanta verità in questa frase della nostra Senatrice a vita, Liliana Segrè. La storia ci insegna quanti errori  ed orrori l’umanità è in grado di fare e come spesso non ha paura di ripeterli.

Le notizie che ci giungono dal confine dell’Europa, dei massacri in terra di Ucraina, della violenza , noncuranza ed indifferenza del mondo, colpiscono i nostri occhi e i nostri cuori. C’è chi ha descritto questa nuova guerra come il nuovo Olocausto.

 

Foto storica

I campi di concentramento non furono inventati dai tedeschi. I primi campi in cui furono rinchiusi civili su base etnica furono ideati dagli inglesi durante la Seconda guerra anglo-boera (1899-1902) in Sudafrica.

Anche gli spagnoli avevano rinchiuso gli indigeni di Cuba in campi di sterminio. I francesi costruirono campi in cui furono rinchiuse migliaia di persone “colpevoli” di essere tedesche o austriache. Negli Anni ’30 Stalin avviò  deportazioni di massa. I nazionalisti turchi, nel 1915-16, organizzarono la prima campagna sistematica: oltre 800 mila armeni morirono nei campi di concentramento in Siria.

La stessa situazione si verificò subito dopo l’Unificazione d’Italia. Il ministero degli Esteri dell’Italia Unita cercò per anni una “landa desolata”, fra Patagonia, Borneo e altri sperduti lidi, per deportarvi i meridionali e annientarli lontano da occhi indiscreti.

 

 

Andrea Barbaro Galizia

Ideatore e fondatore di Rubrica Sicilia, con una grande passione per la propria terra e con una voglia inesauribile di far conoscere le bellezze della Sicilia al mondo intero. Laureato in legge, lavora presso l'ufficio legale di una multinazionale. Pratica karate da quando aveva sei anni e da qualche anno lo insegna a piccoli e grandi. Il suo motto è: SE NON TI DAI PER VINTO, HAI VINTO.

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