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Giugnettu non è giugno. È luglio. E viene da Parigi.
Sotto il sole rovente di luglio, in Sicilia c’è una parola che si scioglie da sola: “giugnettu”. La usano i vecchi nelle piazze, i contadini sotto gli ulivi, le nonne davanti al ventilatore: «Giugnettu, tuttu jettu!», si sente dire, con quella voce che sa di polvere, sudore e memoria. Ma pochi sanno che “giugnettu” non significa giugno. Significa luglio. E che la sua origine affonda in una lingua che — forse a sorpresa — non è l’arabo, il greco o lo spagnolo. È il francese. Un viaggio nelle parole La parola giugnettu deriva dall’antico francese “juignet”, diminutivo di juin (giugno), ma corrispondente già nel Medioevo al moderno “juillet” — luglio.…
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Il Dialetto Siciliano
Il dialetto siciliano, preziosissimo e importantissimo patrimonio storico e culturale. Tra i suoi suoni e i suoi grafemi, infatti, il teatrale e poetico siciliano, riporta i segni di buona parte delle lingue di quei popoli che nei secoli sono approdati nella bellissima isola. La Sicilia si è trovata sempre a far da cerniera tra Africa, Oriente e Occidente. Di quali impronte e influssi linguistici stiamo parlando? 🔹del GRECO di epoca classica e bizantina. Ritroviamo testimonianza in termini come ‘naca‘ da ‘naka‘ (culla), cantaru da ‘kantaru‘ (vaso, vaso da notte). Anche gresta da ‘grasta‘ o anche babbaluci (lumache) da ‘boubalàkion’, pitrusinu (prezzemolo) da ‘petrosélinon e tumazzu da ‘tumassu’; 🔹del LATINO, portato…


