Fantasma Castello di Caccamo
Curiosità Siciliane

Il Fantasma del Castello di Caccamo

A Caccamo, un picccolo comune di circa novemila abitanti nel cuore della provincia di Palermo, c’è un bellissimo ed affascinante castello, realizzato in pietra calcarea e sorge sulla sommità di una massiccia rupe che domina la città.

Il castello ha ospitato in varie epoche una vivace vita di corte. Quando iniziò a governare Guglielmo I detto “il Malo” per la sua non voglia di governare, il potere passò a persone di sua fiducia come il cancelliere Majone di Bari Magnus Ammiratus Ammiratorum,

Quest’ultimo è stato nominato come primo ministro. Egli iniziò una serie di riforme economiche che colpirono i baroni ed approvò la legge argarica che rafforzava la rigida struttura gerarchica e non consentiva alle donne nobili di sposarsi senza il consenso del re. I baroni si sentirono umiliati e giurarono vendetta.

Fantasma Castello di Caccamo
Foto di Peter H da Pixabay

Il feudo di Caccamo apparteneva a Goffredo de Sagejo, normanno giunto al seguito di Ruggero, poi passato alla famiglia Bonello. Matteo Bonello e i suoi utilizzarono il castello come rifugio, dopo il fallimento della congiura dei baroni. Infatti il 10 novembre 1160 Bonello ordí una congiura per uccidere Majone. Tutto era studiato nei minimi dettagli in accordo con l’arcivescovo Ugo, serrando ogni via di fuga.

Majone morì ucciso e gli altri baroni presero in ostaggio il re. A quel punto il popolo reagì in modo inaspettato difendendo il re e liberandolo. Guglielmo I, infuriato agì con furbizia, emettendo un decreto di perdono dei baroni ribelli e annulló i provvedimenti contro i baroni. Quando le acque si calmarono, fece arrestare Bonello e lo fece torturare fino alla morte, facendogli cavare gli occhi e tagliare i tendini dei piedi.

Si narra che il suo fantasma si aggira nelle segrete del castello di Caccamo chiedendo ai visitatori dove fossero i suoi torturatori per soddisfare la sua sete di vendetta.

 

Andrea Barbaro Galizia

Ideatore e fondatore di Rubrica Sicilia, con una grande passione per la propria terra e con una voglia inesauribile di far conoscere le bellezze della Sicilia al mondo intero. Laureato in legge, lavora presso l'ufficio legale di una multinazionale. Pratica karate da quando aveva sei anni e da qualche anno lo insegna a piccoli e grandi. Il suo motto è: SE NON TI DAI PER VINTO, HAI VINTO.

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