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Santuario della Madonna dell’Elemosina, Biancavilla
Conosciamo insieme l’antichissimo culto della Madonna dell’Elemosina di Biancavilla, in provincia di Catania. Si tratta di un culto inestricabilmente legato alla storia di fondazione di Biancavilla. Alla fine del Quattrocento infatti, una colonia di profughi greco-albanesi si recò in Sicilia fuggendo dall’incalzante espansione turca portandosi dietro l’icona bizantina della Madre di Dio “Eleùsa”. Giunti a 30 km da Catania, presso il campo Callicari di proprietà dei conti Moncada di Adernò, gli esuli decisero di fermarsi prima di riprendere il viaggio alla volta di Piana dei Greci (l’attuale Piana degli Albanesi). Piantarono le tende per la notte dopo aver appeso l’icona ad un fico. La mattina seguente il simulacro venne interamente…
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L’origine della pasta alla norma
Hai fame? Oggi lo chef ti propone un piatto tipico siciliano, la pasta alla norma. La pasta alla norma nasce a Catania, diventando presto un piatto diffuso in tutta la Sicilia. D’altronde, è davvero difficile resistere ad un piatto di pasta al pomodoro a cui vengono aggiunte melanzane fritte, ricotta salata grattugiata e basilico, mettendo in risalto quel tocco di freschezza mediterranea. Ma perché questo primo piatto si chiama proprio “alla norma”? Sembra che questo nome sia stato battezzato dal commediografo catanese Nino Martoglio durante un pranzo a casa Musco-Pandolfini, in via Etnea a Catania, con a tavola Angelo Musco, la sorella Anna e il marito Giuseppe Pandolfini, i suoi nipoti Turi e…
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Annalisa Isaia, Catania
L’uccisione di Annalisa Isaia rappresenta l’emblema della devastante ferocia degli uomini della mafia, implacabile anche di fronte ad una giovane familiare, “rea” di aver frequentato un gruppo di giovani, la cui frequentazione le era stata vietata perché appartenenti ad un clan rivale. Annalisa Isaia nel 1998 ha 20 anni. Meritava di morire quindi solo perché frequenta il “giro” sbagliato? Ad ammazzarla è stato lo zio materno, Luciano Daniele Trovato, il quale non sopportava di essere deriso dagli affiliati della cosca mafiosa di cui faceva parte, gli Sciuto. Il motivo di questo disprezzo era dovuto al fatto che la ragazza frequentava un gruppo di coetanei di un clan rivale, i Laudani.…
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Palazzo Biscari, Catania
Il palazzo dei Paternò Castello, Principi di Biscari è, assieme al Monastero dei Benedettini San Nicolò l’Arena, l´edificio più importante e noto dell´architettura settecentesca a Catania. Sorge su un tratto delle mura cinquecentesche della Città, sulle quali, subito dopo il terremoto del 1693, Ignazio Paternò Castello III Principe di Biscari (m. 1699), ottenne il permesso di elevare il palazzo dal luogotenente generale Giuseppe Lanza duca di Camastra, artefice della ricostruzione di Catania, inviato del Re di Spagna Carlo II D´Asburgo. Il figlio Vincenzo IV (1685-1749) principe, proseguì l´opera. Il nipote Ignazio V (1714-1786) la completò, dedicandone gli ampi locali alla costruzione di un Museo archeologico, numismatico, naturalistico aperto a tutti…
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La misteriosa fontana di Villa Cerami
Conosci la misteriosa storia della fontana di villa Cerami, sede prestigiosa della Facoltà di Giurisprudenza di Catania, posta a sinistra del monumentale portale d’ingresso? Ha quasi 300 anni e la sua acqua da tempo non la beve più nessuno perché tra gli studenti da molti anni si è diffusa la credenza che porti iella. La fontanella è a secco, e la superstizione negli ultimi tempi è stata “ereditata” dallo zampillìo della fontana interna che neanche quella disseta più gli studenti. Situa in Via Crociferi, è patrimonio Unesco e fu il principe Roseo di Cerami, che ve la fece porre nel 1723. La fontanella porta la scritta: “Publico/non a publico/hic publicus”…
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Palazzo Mazzone, Catania
Palazzo Mazzone è sito a Catania, ad angolo tra la via Umberto e via Grotte Bianche. È stato progettato dall’architetto catanese Tommaso Malerba intorno al 1904 secondo un linguaggio eclettico, cioè una mescolanza di elementi ripresi da diversi movimenti storici e contemporanei e uno stile neo-moresco. Quest’ultimo è caratterizzato da linee severe ed essenziali e archi intrecciati che formano cupole in stucco o gesso modellato. In esso, inoltre, è molto frequente l’uso di ceramiche a lustro, di mosaici in ceramica, bassissimi rilievi scolpiti e sobrie decorazioni architettoniche. Malerba riesce a creare un palazzo diverso rispetto alle architetture circostanti, grazie all’uso di chiaroscuri, trafori e superfici decorate. A tale ricchezza decorativa dell’involucro…
















