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La misteriosa fontana di Villa Cerami
Conosci la misteriosa storia della fontana di villa Cerami, sede prestigiosa della Facoltà di Giurisprudenza di Catania, posta a sinistra del monumentale portale d’ingresso? Ha quasi 300 anni e la sua acqua da tempo non la beve più nessuno perché tra gli studenti da molti anni si è diffusa la credenza che porti iella. La fontanella è a secco, e la superstizione negli ultimi tempi è stata “ereditata” dallo zampillìo della fontana interna che neanche quella disseta più gli studenti. Situa in Via Crociferi, è patrimonio Unesco e fu il principe Roseo di Cerami, che ve la fece porre nel 1723. La fontanella porta la scritta: “Publico/non a publico/hic publicus”…
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Il re arabo Miramolino e gli Scecchi
Sapete perché in Sicilia gli asini si chiamano “scecchi”? Era l’anno 827 d.c. , gli arabi, avevano già conquistato la Spagna con l’Andalusia e si diressero nel Tirreno portando la loro guerra santa (jihàd) in Sicilia. Quando iniziarono la conquista della Sicilia, i bizantini non ne furono molto entusiasti ma alla fine dovettero cedere. Inizialmente, gli arabi avevano trucidato un bel po’ di persone, quindi i siciliani erano molto diffidenti nei loro confronti. In realtà gli arabi si dimostrarono una popolazione di grande tolleranza religiosa e civile. Tuttavia, l’ostilità era così tanta che il re arabo Miramolino doveva fare qualcosa per evitare gli scontri. Uno dei suoi più grandi consiglieri era…
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Marco Spinelli, l’Aquaman siciliano
Come un supereroe, Marco Spinelli ci racconta attraverso poetiche riflessione due documentari di particolare spessore. Uno su una particolare specie di squali che da milioni di anni abitano il mare e che, oggi, rischiano l’estinzione a causa dell’uomo e l’altro sull’inquinamento del mare. <<Ciò che rende profondo il mare non è la nostra necessità di scoprirlo ma le milioni di specie che lo abitano. Come l’anima abita il corpo, la sua capacità di contenere senza essere contenuto. E la nostra avarizia non può e non deve opporsi.>> Marco Spinelli. Il documentario “Gli Squali di Lampione” mostra la storia degli squali grigi: una specie diffusa in acque costiere e continentali in zone…
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La leggenda del Castagno dei Cento Cavalli
Conosci la leggenda siciliana con protagonisti dame e cavalieri ed un castagno?. Sto parlando del regale Castagno dei Cento Cavalli sito nel Comune di Sant’Alfio nel bosco di Carpineto. Lo storico castagno misura 22 metri di diametro e 22 metri di altezza e il suo tronco cavo è uno dei più grandi e noti al mondo, fonte di ispirazione per miti e leggende di ogni tipo. La leggenda infatti racconta di come la regina napoletana Giovanna I d’Angiò (regina dal 1343 al 1381), si trovava nei boschi dell’Etna durante una battuta di caccia, con un centinaio di cavalieri e dame al seguito. I nobili cacciatori però vennero sorpresi da un grande temporale e non potendo rientrare,…
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Giusi Parolino, campionessa nello sport e nel lavoro.
Oggi vi raccontiamo la storia di un grande esempio di Donna e di Siciliana, Giusi Parolino. Agrigentina di nascita, Giusi è una Donna riservata e determinata, una vera guerriera contemporanea. Nonostante i tanti “limiti” che la nostra amata Sicilia impone, Giusi ha saputo andare avanti con determinazione e coraggio, portando ottimi risultati. Un‘icona dell’imprenditoria siciliana femminile. Giusi sin da giovanissima, dopo la maturità classica si trasferisce a Catania per motivi universitari e sportivi, dove si laurea con lode. In pochi anni ottiene l’incarico di funzionario regionale per la distribuzione di carni, settore aperto fino ad allora soltanto agli uomini, divenendo la prima donna siciliana al comando di una piattaforma di…
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Lo scienziato che voleva sconfiggere la fame nel mondo.
Giacomo Albo possedeva la chiave per sconfiggere la fame nel mondo: da una manciata di chicchi sarebbe stato possibile ricavare quintali di grano. Quella che doveva essere la scoperta del secolo si ritrova ad essere boicottata. Come mai? Perché non riuscì a concretizzare il suo progetto rivoluzionario, che avrebbe potuto capovolgere la grave realtà economica siciliana? Ritorsioni politiche, dato le sue idee socialiste? Oppure il suo progetto andava a distruggere alcuni monopoli locali con notevole riduzione del prezzo del grano? Nato a marzo del 1872 in provincia di Cosenza, si trasferisce in Sicilia dove si laurea in scienze naturali presso l’università di Palermo, nel 1894. Nel 1902 insegnò a Modica…
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La fiaba di Betta Pilusa
La fiaba siciliana di Betta Pilusa racconta la storia di una principessa che, travestita con una pelle d’asino, lascia il suo regno per cercare un amore autentico. Tra misteri, incantesimi e una focaccia dal destino speciale, conquisterà il cuore di un giovane principe. Una leggenda popolare che intreccia tradizione siciliana e suggestioni della celebre Pelle d’Asino di Perrault.
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Le Donas De Fuera, Palermo
Voglio accompagnarti in un luogo pieno di misteri e leggende. Un luogo degno di una di quelle storie che la nostra isola nasconde tra le sue strade. Siamo a Palermo, nella zona dell’Albergheria, in un cortile chiamato delle Sette Fate. Alcuni racconti narrano di questo luogo come punto d’incontro delle cosiddette Donas de fuera. Secondo la tradizione siciliana, con particolare attenzione a quella di Palermo e di Messina, le Donas de fuera o in base alla provincia d’appartenenza nominate donni di fora, belli signuri, donni di locu, patruni di casa, sono donne generose ma anche spietate e pericolose. Queste figure femminili non classificabili come streghe né fate, sono trentatré e…
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Santa Lucia, Siracusa
Santa Lucia, nata a Siracusa nel 283, consacrò la vita a Cristo dopo aver guarito miracolosamente la madre, donando tutto ai poveri e morendo martire il 13 dicembre 304, illesa fino alla decapitazione. Il suo culto vanta un simulacro argenteo del '600 portato in processione dai "berretti verdi" durante la Festa, dal 30 novembre al 13 dicembre, con cannoni, messa e corteo fino al Sepolcro tra canti "Sarausana jè!".
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Santa Barbara, Paternò
“Nacque a Nicomedia nel 273. Si distinse per l’impegno nello studio e per la riservatezza, qualità che le giovarono la qualifica di «barbara», cioè straniera, non romana. La conversione alla fede cristiana di Barbara provocò l’ira del padre Dioscoro. Sottoposta a pesanti torture da parte del padre, sopravvisse sempre. Durante il processo che iniziò il 2 dicembre 290 Barbara difese il proprio credo ed esortò Dioscoro, il prefetto ed i presenti a ripudiare la religione pagana per abbracciare la fede cristiana. Il 4 dicembre, infine, fu decapitata con la spada dallo stesso Dioscoro, che fu colpito però da un fulmine. La tradizione invoca Barbara contro i fulmini, il fuoco e…


























