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Giangiacomo Ciaccio Montalto, Valderice
Erano molti i nemici del capo di Cosa Nostra Totò Riina, fra i quali il Pm di Trapani Gian Giacomo Ciaccio Montalto. Il magistrato, 41 anni e 13 anni di servizio, fu tra i primi a intuire che fosse necessario istituire una Procura che si occupasse solo di mafia. Egli aveva ben capito il peso dei nomi come Riina, Messina Denaro, Agate e l’essenza di Cosa Nostra. Il Pm indagava su appalti truccati, soldi sporchi nelle banche, traffici di armi, sull’inquinamento del golfo di Cofano, ormai messo a rischio dagli scarichi illegali e dal tentativo delle famiglie mafiose di costruirvi una raffineria. Prima del 1982 era impossibile contestare il reato…
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Graziella Campagna, Saponara
Tanti sogni ancora da realizzare, tanti anni ancora da vivere, tanto tempo ancora per crescere. La vita di un’adolescente spezzata dalla mafia. Graziella Campagna era una ragazzina di 17 anni, viveva in una famiglia numerosa a Saponara, nel messinese. Nonostante la sua giovane età, aveva deciso di abbandonare gli studi e iniziare a lavorare come aiutante in una lavanderia a Villafranca Tirrena (ME). Un giorno, mentre si accingeva a lavare una camicia di proprietà di un certo “Ingegner Cannata”, trova all’interno della tasca un documento con su scritto il vero nome del signore: Gerlando Alberti junior. Questa informazione le sarà fatale. Gerlando Alberti junior era il nipote latitante del boss…
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Rosario Pietro Giaccone, Monreale
“…fulgido esempio di elette virtù civiche ed elevato spirito di servizio”. Medaglia d’oro al merito civile per Rosario Pietro Giaccone. Rosario Pietro Giaccone era un carabiniere di 26 anni. Si arruolò nell’Arma come Carabiniere Ausiliario, tra il settembre 1979 e il settembre 1980 ha prestato servizio presso la Stazione di Palermo Falde. Il giovane carabiniere viene ucciso il 17 novembre 1986 in un agguato mafioso nel quartiere Albergheria di Palermo. Il movente sarebbe riconducibile a una vendetta legata ad un episodio verificatosi 6 anni prima. La giovane vittima, nel tentativo di sventare una rapina alla cassa del mercato ortofrutticolo di Palermo, sparò contro il rapinatore, uccidendolo. Quel bandito era nipote…
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Strage di Via D’Amelio, Paolo Borsellino
“Non sono né un eroe né un kamikaze, ma una persona come tante altre. Temo la fine perché la vedo come una cosa misteriosa, non so quello che succederà nell’aldilà. Ma l’importante è che sia il coraggio a prendere il sopravvento…Se non fosse per il dolore di lasciare la mia famiglia, potrei anche morire sereno”. Paolo Borsellino Era il 19 luglio 1992, 57 giorni dopo la strage di Capaci, Paolo Borsellino, magistrato impegnato assieme a Falcone nella lotta alla mafia, va a trovare la madre in via D’Amelio a Palermo. Alle 16.58 una Fiat 126 imbottita con 100 kg di tritolo provoca un’esplosione sotto l’abitazione della madre. Morirono il giudice…
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Mauro Rostagno, Lenzi di Valderice
Mauro Rostagno, di origini torinesi, fu un sociologo, giornalista e attivista politico. In particolare, fu uno dei fondatori del movimento politico “Lotta Continua” e a Lenzi fondò la comunità socioterapeutica Saman. Mauro si occupav di giornalismo e diventa conduttore per l’emittente televisiva locale Radio Tele Cine (RTC). Attraverso la tv denuncia le collusioni tra la mafia e la politica locale. Infatti si occupa di seguire tutte le udienze per l’omicidio del sindaco Vito Lipari. Questi interventi di denuncia che, certamente, davano fastidio agli esponenti di Cosa Nostra, gli costarono la vita. Mauro Rostagno venne ucciso il 26 settembre 1988 a Lenzi di Valderice (TP) con colpi di fucile e pistola…
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Elisa Valenti, Nissoria
Il 30 giugno 1999, la giovane Elisa Valenti fu uccisa in provincia di Enna, insieme al fidanzato Filippo Musica. Elisa era ritenuta un mero “danno collaterale” dal commando di assassini. Quest’ultimo capeggiato dal leonfortese Rosario Mauceri, un amico vicino al boss di Enna, Gaetano Leonardo, detto Tano u liuni. Mauceri e Musica avevano avuto forti contrasti, a tal punto che Mauceri dopo il rifiuto del sostegno degli uomini del boss Leonardo, i quali si rifiutarono di uccidere la ragazza, fece da sé. Elisa Valenti pagò con la propria vita la sfortuna di essersi trovata nel posto sbagliato al momento sbagliato. La ragazza stava per tornare a casa con il motorino…











