Vittime di Mafia
Storie di uomini e donne, morti per lottare contro il piú grande male della Sicilia, la mafia. Un giusto riconoscimento a tutte le vittime di mafia, senza distinzione di vittime di serie A e di serie B.
Gli errori del passato ci aiutano ad essere uomini migliori nel presente e Grandi Uomini nel futuro.-
Peppino Impastato, Cinisi
Giuseppe Impastato, detto Peppino nasce a Cinisi il 5 gennaio 1948, ed è stato un giornalista, conduttore radiofonico e attivista italiano, membro di Democrazia Proletaria e noto per le sue denunce contro Cosa Nostra, la stessa che lo assassinò il 9 maggio 1978 per ordine del boss mafioso Gaetano Badalamenti. Lo stesso giorno fu ritrovato il cadavere di Aldo Moro in via Caetani a Roma. Ucciso dalle Brigate rosse dopo 55 giorni di prigionia, oscurando del tutto la notizia dell’omicidio di Peppino. Giuseppe Impastato era nato in una famiglia mafiosa, ma fin da subito aveva preso le distanze da quelle logiche mafiosi del padre e aveva provato a denunciare il potere…
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Il massacro delle Donne Marino Mannoia
Il 23 novembre 1989, per la prima volta nella storia delle stragi di mafia, i killer di Cosa Nostra toccano le donne: 33 anni fa si verificava il massacro delle signore del clan Marino Mannoia. Il codice d’onore per cui la mafia non tocca le donne diventava ufficialmente un falso mito. La sera del 23 novembre 1989 a Bagheria (PA) due killer di Cosa Nostra uccidevano tre donne, Leonarda Costantino, Vincenza Marino Mannoia e Lucia Costantino, rispettivamente la madre, la sorella e la zia del mafioso Francesco Marino Mannoia. L’ipotesi più accreditata dai magistrati riguarda il pentimento del boss Francesco Marino Mannoia, conosciuto col soprannome “Mozzarella” o “Il chimico” in…
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Girolamo Palazzolo, San Giuseppe Jato
Ti voglio raccontare una storia che ha del terrificante ed è successa proprio il 31 Ottobre del 1994. Girolamo Palazzolo pagò con la sua vita la sua fedeltà al grande accusatore del senatore Giulio Andreotti. Avvicinato con una scusa, un tranello, strangolato e sciolto nell’acido . “Arrivati in campagna, notai un fusto in lamiera dal quale fuoriuscivano le gambe di un cadavere. Brusca Enzo ci chiese se dalla Stradella di accesso alla casa si vedessero le gambe del morto; alla nostra risposta positiva mi ordinó di troncare le gambe, cosa che io feci utilizzando una pala, non avendo mezzi idonei.” il collaboratore Vincenzo Chiodo ( Giornale di Sicilia, 28/05/2002). Girolamo Palazzolo è…
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Don Pino Puglisi, Palermo
Don Giuseppe Puglisi, meglio noto come padre Pino Puglisi, è stato un presbitero, educatore e insegnante italiano. Nasce da una famiglia umile nella borgata palermitana di Brancaccio il 15 settembre 1937. Morì ucciso dalla mafia nel giorno del suo 56esimo compleanno, il 15 settembre 1993. Entra nel seminario diocesano di Palermo nel 1953. Fin da subito si impegna nel sociale, stando vicino ai giovani, educandoli e facendo capire loro che si può ottenere rispetto dagli altri senza essere criminali. Il suo impegno sociale si svolge in particolare nel quartiere Brancaccio di Palermo. Qui è forte la connotazione mafiosa e la criminalità è gestita dai fratelli Graviano, legati alla famiglia del…
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Gaetano Costa, Palermo
É il 6 Agosto 1980 e ci troviamo a Palermo in Via Cavour. Ad un certo punto sentiamo tre colpi di arma da fuoco. Muore il magistrato Gaetano Costa. Un grande Uomo con una ferma morale e veramente libero, incondizionato da simpatie o inimicizie. Egli era l’unico magistrato di Palermo avente diritto alla macchina blindata ed alla scorta, ma decise di non usufruirne mai. “Non voglio la scorta, perché non voglio che si sacrifichino altre vite, noi magistrati abbiamo il dovere di essere coraggiosi”. Gaetano Costa Il procuratore Costa nacque a Caltanissetta. Qui si diplomò al liceo ed infine si laureò in legge nella Facoltà di Giurisprudenza di Palermo. Sin…
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Andrea Savoca, Palermo
Era il 26 luglio del 1991 ed il piccolo Andrea stava passando dal sedile posteriore a quello anteriore dell’auto, quando il killer sparò, colpendolo alla carotide e uccidendo il padre, Giuseppe Savoca di 30 anni. Il vero obiettivo di Cosa nostra. Andrea aveva solo 4 anni quando morì, dopo sette ore, in ospedale dove i medici tentarono inutilmente di salvarlo. Quel giorno di fine luglio doveva essere un giorno spensierato e felice poichè i figli di Giuseppe potevano finalmente godere della compagnia del padre, in licenza premio dal carcere. Un premio concesso dalla direzione dell’Ucciardone, dove scontava una condanna a sei anni per rapina. Per lui quattro giorni di libertà…
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Raffaele Miceli, Centuripe
Facciamo un salto nell’entroterra siculo per ricordare la prima vittima di mafia di Centuripe, piccolo paese in provincia di Enna. A meno di due anni dai combattimenti tra truppe tedesche e angloamericane con le battaglie di Centuripe e del Simeto, il paese si preparava a ritornare alla normalità dopo aver registrato tantissime vittime tra i civili. In particolare, la sera del 22 maggio 1945 era stato organizzato un piccolo concerto per i compaesani. Finalmente, si iniziava a respirare aria primaverile e soprattutto si iniziava a vivere la quotidianità. Quella sera era presente l’ingegnere Raffaele Miceli, direttore responsabile della miniera Marmora Gualtieri, una delle più avanzate del bacino zolfifero nisseno. Improvvisamente,…
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Enrico Incognito, Bronte
Oggi, 24 marzo, ricordiamo un ex mafioso di Bronte, Enrico Incognito 30 anni, ucciso brutalmente dal suo stesso sangue, dal fratello Marcello e dalla complicità della sua stessa famiglia. Enrico Incognito apparteneva a un clan mafioso di Bronte. Nel 1987, accusato di associazione mafiosa, estorsione ed imputato del fallito attentato contro il capitano dei carabinieri Giovanni Rapiti. Lui diffidava della giustizia e dei magistrati, perciò aveva deciso di fare tutto da solo: decise di realizzare una sorta di “video pentimento”. Così, mentre scontava gli arresti domiciliari nella sua mansarda, registrava delle video cassette e scriveva un memoriale di pentimento che avrebbe portato dinanzi al tribunale, smantellando una volta per tutte…
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Giovanni Zangara, Corleone
.Nel 1914, grazie al suffragio universale maschile, venne eletto il primo sindaco socialista di Corleone (PA), Bernardino Verro. Mentre, Giovanni Zangara dirigente del movimento contadino divenne assessore. Finita la Prima guerra mondiale, l’Italia era stremata e ancor di più la Sicilia. Poiché scarseggiavano il frumento e il petrolio, lo Stato razionalizzò la loro distribuzione. In tal occasione Zangara era incaricato della distribuzione alle famiglie più bisognose. Il 29 gennaio 1919, il nuovo capo mafia di Corleone, Michelangelo Gennaro, chiamò Giovanni Zangara, al quale chiese una certa quantità di petrolio per la sua masseria. ‹‹Mi dispiace – rispose l’assessore – ma non te ne posso dare perché non rientri tra le famiglie…
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Luigi Volpe, Riesi
Era la sera del 21 novembre 1990, poco dopo le 19:45. Luigi Volpe, un ragazzo sulla trentina di età, si trovava a fare una passeggiata in piazza a Riesi, ignaro che da lì a breve sarebbe stato colpito a morte da tre o quattro killer a bordo di una Fiat Uno scura. In realtà, le vittime designate dell’agguato erano Filippo Marino e Giuseppe Laurino. Trattasi di due pregiudicati che a Riesi facevano parte di uno dei clan in guerra per il controllo del territorio. I killer riuscirono subito ad uccidere Laurino davanti al Bar della Gioventù, mentre Marino che aveva tentato una disperata fuga, morì ucciso da alcuni colpi di…





















