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Elisa Valenti, Nissoria
Il 30 giugno 1999, la giovane Elisa Valenti fu uccisa in provincia di Enna, insieme al fidanzato Filippo Musica. Elisa era ritenuta un mero “danno collaterale” dal commando di assassini. Quest’ultimo capeggiato dal leonfortese Rosario Mauceri, un amico vicino al boss di Enna, Gaetano Leonardo, detto Tano u liuni. Mauceri e Musica avevano avuto forti contrasti, a tal punto che Mauceri dopo il rifiuto del sostegno degli uomini del boss Leonardo, i quali si rifiutarono di uccidere la ragazza, fece da sé. Elisa Valenti pagò con la propria vita la sfortuna di essersi trovata nel posto sbagliato al momento sbagliato. La ragazza stava per tornare a casa con il motorino…
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La Leggenda delle Teste di Moro
Voglio raccontarti una storia d’amore senza lieto fine, perché non bisogna confondere amore per gelosia, passione per ossessione. Passeggiando tra le vie dei borghi e paesi siciliani, sollevando lo sguardo verso l’alto, sei rimasto incantato dinanzi alle maestose Teste di Moro, in siciliano conosciute anche come “Graste”. Prestigiose opere d’arte dalla raffinata manifattura artigianale. La loro storia nasce da un’antica leggenda, in cui l’amore supera il confine della passione, diventando ossessione. Secondo la leggenda, intorno all’anno 1000, nel pieno della dominazione dei Mori in Sicilia, nel quartiere arabo di Palermo “Al Hàlisah” (che significa la pura o l’eletta) oggi chiamato Kalsa, una bellissima fanciulla viveva le sue giornate in una…
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Gian Filippo Ingrassia, il medico che sconfisse la peste
Gian Filippo Ingrassia fu un medico e anatomista siciliano, che nacque a Regalbuto nel 1510. Sin da piccolo amante della cultura e dopo un primo periodo a Palermo, giunse all’Università di Padova. Qui ebbe contatti con i grandi della medicina ed infine si laureò. Insegnò all’Università di Napoli e la sua fama crebbe notevolmente, grazie alle sue importanti scoperte anatomiche, tra cui quella della staffa, un ossicino dell’orecchio. Tornò in Sicilia e il Senato lo promosse “lettore ordinario di medicina”. I suoi criteri medici, grazie ai casi dai lui seguiti, si diffusero notevolmente. Quando la Sicilia fu sconvolta dalla peste, tra il 1575 e il 1576, il viceré Don Carlo,…
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L’Ape Nera Siciliana
L’ape nera siciliana (Apis mellifera siciliana) ha l’addome molto scuro, una peluria giallastra e le ali sono più piccole rispetto alle altre specie. Le differenze genetiche tra le sottospecie, Apis mellifera ligustica ed Apis mellifera sicula, le troviamo nella caratterizzazione morfologica e del DNA mitocondriale. Apis mellifera ligustica presenta aplotipi mitocondriali di origine europea, mentre Apis mellifera sicula si contraddistingue per un aplotipo genetico africano. È molto interessante come l’ape nera mostri, in comune con l’ape africana, un’elevata resistenza fisica rispetto alle altre sottospecie, generalmente caratterizzate da debolezze a livello immunitario. Presente per millenni in Sicilia e poi abbandonata negli anni ’70 quando gli apicoltori siciliani iniziarono ad occuparsi delle…
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L’Asino Ragusano
L’asino rappresenta per la trinacria un vero simbolo, una vera e propria parte della nostra storia, una pagina di passato. Una volta gli asini erano animali indispensabili nelle campagne fino a circa quaranta anni fa era ancora frequente incontrarli per le strade mentre trasportavano carichi o trainavano aratri. L’asino è usato per la sua forza e longevità (può raggiungere anche i 35/40 anni), ma anche per il suo latte dalle mille risorse e proprietà. Oggi in particolare parleremo dell’asino ragusano che troviamo appunto nella zona fra Ragusa, Scicli, Modica e Santa Croce Camerina. Esso, come tutte le altre razze, è un intreccio di altri individui che vengono accoppiati con l’intento…
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Le Babbaluci
Oggi parleremo di “babbaluci” non di chiocciole in generale, ma di una specie endemica sicilina, la cornu mazzullii (Sartannisi). Ma come mai babbaluci? Si pensa che ancora una volta sia stata la dominazione araba a lasciarci questo termine da “babush” babucce le scarpe arabe dalla punta arrotondata, o ancora dal greco “bubalàkion” che significa sia bue che lumaca dal momento che entrambi hanno delle corna sulla testa. La chiocciola è un animale dal carattere assai cauto e timido in quanto si ritira nel suo guscio appena sente il primo segnale di pericolo. È molto nota la sua lentezza nei movimenti (0,048 km/h). La parte del corpo che striscia sul terreno…
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Santuario della Madonna della Rocca di Canicattì
Oggi scopriamo insieme la ricca storia del Santuario della Madonna della Rocca di Canicattì. Nella parte alta della città di Canicattì, vicino a uno dei quartieri del centro storico, nel XVIII secolo sorgeva un’edicola votiva dedicata alla Vergine SS della Rocca. Quest’ultima ampliata in una cappella e trasformata nel 1796 in una chiesa. Sullo stesso luogo, nello spazio adiacente a questa, nel 1882 fu costruito il convento dei frati Cappuccini voluto dal servo di Dio Padre Gioacchino La Lomia. All’ingresso del santuario sono custodite in un sarcofago in marmo grigio di Billiemi, sostenuto da quattro zampe di grifone in bronzo antico, le spoglie mortali di Padre Gioacchino La Lomia, dichiarato…
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Santuario Maria SS. di Gulfi
Conoscete la storia dello straordinario tempio sacro dedicato alla Madonna di Gulfi? Ci troviamo presso il Santuario di Maria SS. di Gulfi, detto anche Santuario di Santa Maria La Vetere. Esso sorge ai piedi della città di Chiaramonte, nel ridente libero consorzio comunale di Ragusa. La chiesa risale alla prima metà del ‘700, ma sorge sulle rovine di una chiesa paleocristiana risalente al IV-VI secolo a.C. Al suo interno, la chiesa ospita, incorniciata da un’imponente tribuna in pietra e legno, un’effigie marmorea della Madonna di Gulfi. L’attuale aspetto, salvo pochi rimaneggiamenti, è frutto dell’intervento voluto tra il 1730 e il 1740, da padre Antonio Finocchio. Costui, utilizzando i fondi raccolti…
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Santuario della Madonna di Custonaci
Oggi ci rechiamo nella provincia di Trapani per parlarvi del Santuario della Madonna di Custonaci: patrona dei comuni dell’Agro ericino. Si tratta di un culto antichissimo risalente al 1400. Si narra che una nave veneziana, o francese, scampò ad un catastrofico naufragio dopo aver invocato l’aiuto di Maria Santissima. Riuscì miracolosamente, a salvarsi sbarcando presso la Baia di Cornino (già Cala Bukutu). L’equipaggio, grato alla Madonna ed alla popolazione locale per il salvataggio e le cure, donò ai custonacesi un dipinto ad olio della Madonna. Il dipinto probabilmente proviene da un artista della bottega di Antonello da Messina. Esso è datato 1471 o 1521 (nonostante la data sia venuta fuori finalmente…
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Sambuca di Sicilia
Oggi ci rechiamo presso la valle del Belice, all’interno dell’area occidentale della nostra meravigliosa Sicilia, per scoprire insieme a voi Sambuca di Sicilia, la cittadina agrigentina eletta borgo più bello d’Italia nel 2016. Sull’origine del nome del borgo ci sono diverse ipotesi. Secondo una di queste, la parola “sambuca” potrebbe indicare la latinizzazione di un termine greco che indicava una tipologia di arpa. Non a caso infatti l’arpa si trova anche nello stemma del borgo. Secondo altri studiosi, il nome del borgo deriverebbe dalle piante di sambuco anticamente diffuse presso il lago Arancio, bacino artificiale che con la grande massa d’acqua che contiene, sommerge, per sei mesi l’anno circa, l’antico…
























