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Giuseppe Bellanca. Racconti di Casa Nostra
Voglio raccontarvi la Storia di un Uomo, un medico ed un artista: Giuseppe Bellanca. Nasce a San Cataldo, in provincia di Caltanissetta. Ultimo di sette figli da padre carrettiere e madre casalinga. Giuseppe parla di sé e della vita nei suoi racconti, rigorosamente in vernacolo Siciliano. Dalla sua infanzia alla laurea in medicina e specializzazione in Cardiologia, le sue riflessioni si sono evolute in poesie e in racconti apprezzati in tutta Italia, grazie alla classificazione in numerosi concorsi letterari. Nel 2015 viene pubblicato il suo primo libro, una raccolta di poesie in vernacolo “A Robba Ranni”. Nel 2016 viene pubblicata “Gocce”, nel 2018 la raccolta di racconti brevi “Storie Qualunque”…
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Tonnara del Secco a San Vito lo Capo (TP)
La Provincia di Trapani si è sempre contraddistinta nel Mediterraneo per la presenza di tonnare che nella storia risultarono essere le più floride ed importanti. La Tonnara di San Vito Lo Capo, in particolare, si trova ad ovest rispetto al golfo di Castellamare, prospiciente quel tratto di mare, denominato “del Secco” per via dei bassi fondali, a ridosso di monte Monaco, a pochi chilometri dall´ingresso nord della Riserva dello Zingaro. Secondo varie documentazioni la tonnara risale al 1412, quando re Ferdinando concesse di pescare il tonno nel mare sanvitese. Nei pressi dell’edificio si trovano i resti di antichissime vasche cetariae che risalgono al IV secolo a. C., nelle quali in…
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Annalisa Isaia, Catania
L’uccisione di Annalisa Isaia rappresenta l’emblema della devastante ferocia degli uomini della mafia, implacabile anche di fronte ad una giovane familiare, “rea” di aver frequentato un gruppo di giovani, la cui frequentazione le era stata vietata perché appartenenti ad un clan rivale. Annalisa Isaia nel 1998 ha 20 anni. Meritava di morire quindi solo perché frequenta il “giro” sbagliato? Ad ammazzarla è stato lo zio materno, Luciano Daniele Trovato, il quale non sopportava di essere deriso dagli affiliati della cosca mafiosa di cui faceva parte, gli Sciuto. Il motivo di questo disprezzo era dovuto al fatto che la ragazza frequentava un gruppo di coetanei di un clan rivale, i Laudani.…
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Castello di Pietrarossa, Caltanissetta
Il castello di Pietrarossa a Caltanissetta, di cui oggi si individuano solo alcuni suggestivi resti, ha una storia molto antica, riconducibile almeno al XI secolo. Posto nella periferia dell’antico abitato medievale di origine araba (quartiere Angeli), il castello ebbe un ruolo difensivo importante sicuramente fino al 1576. In quell’anno si ha notizia di un crollo che interessò un’ampia porzione del castello, tanto che alla fine del secolo era utilizzato come cava per materiale di costruzione. Nel corso dell’Ottocento fu edificato ai suoi piedi il cimitero cittadino che, unitamente al complesso ecclesiastico di Santa Maria degli Angeli, rappresentano un contesto monumentale di grande pregio e rilevanza storica per la città di…
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La storia dell’Uomo Cane di Mazara del Vallo
A Mazara del Vallo, famoso centro peschereccio della Sicilia occidentale, è di uso comune fra le famiglie apostrofare qualcuno con un termine diventato metafora: “Si l’Omu cani!”. Non é riferito ad un animale domestico, ma ad una figura quasi leggendaria vissuta a Mazara del Vallo dagli anni quaranta agli anni settanta . Ma chi era l’uomo cane? Il suo nome era Tommaso Lipari, ma secondo alcuni, si trattava dello scienziato Ettore Majorana, scomparso misteriosamente nel 1938. Senza dimora, come un cane randagio senza padrone, egli viveva di quello che trovava nei rifiuti e collezionava mozziconi di sigarette, che raccattava da terra, girando con i suoi sacchetti pieni di cianfrusaglie. Si…
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Petralia Soprana
Dalla provincia trapanese, dallo stampo punico e arabeggiante, ci dirigiamo oggi verso il comune più alto delle Madonie: Petralia Soprana (1147 mt). Ci troviamo all’interno della città metropolitana di Palermo, all’interno dello straordinario e suggestivo Parco delle Madonie. Qui ci attendono spettacolari percorsi acrobatici ed avventurosi itinerari nella natura. Il borgo è quindi immerso in un’atmosfera bucolica ben riassunta anche dallo stemma che contiene un castello e una pianta di cardo. Il primissimo centro, noto come Petra, fu fondato dall’antica popolazione dei Sicani nel XVII sec. a.C. . Solo con i Romani, nel III sec. a.C., che la cittadina si arricchì di fama. All’impero romano l’antico borgo forniva infatti ingenti…
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Naro: la Passione nel Barocco
Sono probabilmente le Sacre Rappresentazioni sulla Passione di Cristo più antiche di Sicilia, si svolgono ogni anno nella Città del Barocco, Naro. Scenografia perfetta, surreale e barocca per raccontare la storia della Passione. Grandi numeri: una ventina di location diverse, 150 attori e comparse, centinaia e centinaia di costumi di popolo, sacerdoti, pie donne. Abbiamo incontrato per “Rubrica Sicilia” Massimiliano Arena, direttore artistico e regista della manifestazione che, anche quest’anno, non vedrà la luce del sole e vivrà nei ricordi e nella speranza di riprendere l’anno prossimo. Massimiliano ci tiene a sottolineare che dietro a questo antichissimo dramma sacro (che è ormai una tradizione) ci sia sempre stato uno spirito…
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Gole dell’Alcantara
Oggi ti porto alle Gole d’Alcantara, un paradiso naturale tutto da scoprire e la cui storia inizia da una leggenda legata agli Dei. Si narra che queste celebri gole siano state scavate dall’ira degli Dei, scatenata per punire un contadino disonesto. Quest’ultimo li portò a causare un’eruzione vulcanica che diede origine a questo celebre canyon. Le gole sono veri e propri canyon che raggiungono un’altezza fino a 25 metri, a differenza di quanto si possa pensare, non state create dal fiume Alcantara, ma originate da fenomeni di raffreddamento di tre antichissime colate di lava basaltica, erosione dal fiume ha scolpito un canale di circa 6 km di lunghezza per 5 km…
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Il dolore della morte: Cristo muore ad Ispica
È piena notte ad Ispica. Il Giovedì Santo, giorno della cena e della cattura, i pellegrini, già dall’una di notte, vanno nella chiesetta di campagna Santa Maria della Cava. «Lu cunigghiu avi la tana, lu surci lu pirtusu e Vui patri amurusu, n’avistuvu né tana né pirtusu. Tutta a notti Vi batteru cu na viria ri ranatu, Vi purtaru nni Pilatu scausu, nuru e scapiddatu» Qui c’è una suggestiva via crucis vivente che termina alle prime luci dell’alba, non appena un sacerdote e il capo della confraternita, si avviano verso l’ingresso principale della basilica dove, bussando per tre volte al portone, danno avvio all’apertura delle porte. Esse si spalancano all’improvviso…
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Dante Alighieri, De vulgari eloquentia.
A scuola ce lo hanno ripetuto centinaia di volte e anche senza molte spiegazioni di sorta: la lingua italiana nasce in toscana, padre ne fu il sommo Alighieri e insieme a lui a consolidar la lingua vi furono le altre “due corone del trecento”: Petrarca e Bocaccio. Questa la versione che sembrerebbe quasi indiscutibile. Indiscutibilità che invece è stata discussa, dibattuta, messa in dubbio e ridefinita, soprattutto grazie agli studi dello studioso Giuseppe Mascherpa, che riapre la discussione dopo il ritrovamento in Lombardia di alcuni testi letterari della Scuola poetica siciliana, fiore all’occhiello del sovrano più amato dai siciliani Federico II, lo stupor mundi. Dopo la morte di Federico la…




























